La doppietta iridata in Ferrari

La doppietta iridata in Ferrari

Alberto Ascari è l’unico pilota italiano ad essersi aggiudicato per due volte il titolo mondiale e per di più sempre con la stessa scuderia, la Ferrari, con cui ha firmato nel 1949 dopo una piccola parentesi alla Maserati nel primo dopo guerra.

 

In realtà in pochi sanno che le strade di Ascari e del cavallino rampante si erano già incrociate alcuni anni prima.  Fu proprio lo stesso Enzo Ferrari, grande amico del padre Antonio, ad iniziare il campione alle competizioni automobilistiche.

Forse per via dell’ombra del padre, morto proprio in pista quando Alberto era bambino, o della resistenza materna, il pilota ritardò il suo ingresso nella F1 correndo per alcuni anni sulle due ruote.

Nel 1940 arrivò però l’irrinunciabile proposta di Enzo Ferrari, che lo chiamò come pilota per la sua Auto Avio Costruzioni, nome imposto dal recente divorzio Ferrari-Casa del Portello. La vettura, allestita dalla Carrozzeria Touring di Milano, era una 815 con 8 cilindri di soli 1500 cc di cilindrata: un vero gioiellino a quattro ruote che però sfortunatamente lo tradì durante la Mille Miglia del 1940, ovvero la prima competizione automobilistica a cui Ascari prese parte.

 

Dopo la guerra, che costrinse Ascari a sospendere la sua neonata carriera da pilota, torno in pista con la Maserati acquistando man mano sempre più popolarità e successo.

Quando giunse nuovamente la chiamata di Enzo Ferrari, che lo invitava ad entrare far parte dell’emergente Scuderia Ferrari, nessuno si stupì. Alberto Ascari firmò nel 1949 e da quel momento iniziò il periodo più florido della sua carriera.

Il suo debutto in Ferrari al Gran Premio di Bari di quell’anno fu un trionfo: una stupefacente vittoria davanti ad altre quattro vetture del Cavallino. Seguirono numerosi altri successi: il Gran Premio di Svizzera, Silverstone e Monza.

 

Il 1952 fu un anno straordinario per il pilota che, nonostante avesse saltato la prima prova del mondiale in Svizzera per preparare la trasferta ad Indianapolis conclusasi poi con un ritiro a causa del cedimento di una ruota, vinse tutte le 6 gare successive conquistando così il titolo di campione del mondo con 53.5 punti nella classifica generale piloti, cinque pole position, sei giri veloci e ovviamente sei vittorie.

Ripeté l’impresa l’anno successivo, aggiudicandosi nuovamente il titolo iridato, il secondo consecutivo vinto con la Scuderia Ferrari.

In quella stagione, il pilota milanese ottenne 5 Gran Premi (Argentina, Olanda, Belgio, Regno Unito e Svizzera) stabilendo il record di vittorie consecutive e purtroppo l’unico ritiro della stagione al Gran Premio d’Italia.

 

Dopo la doppietta iridata era ormai chiaro che Ascari-Ferrari fosse un sodalizio vincente e tutti si aspettavano che durasse ancora a lungo.
Così non fu. L’anno seguente Ascari lasciò la Ferrari insieme all’amico Villoresi, anch’egli pilota, per abbracciare il progetto sportivo di Gianni Lancia
, che era pronto a lanciare la sua prima e alquanto innovativa vettura da Gran Premio.

Si concluse in questo modo il suo periodo al volante della “rossa” e anche il più virtuoso della sua carriera, ricolma di gesta che mai nessun altro pilota italiano ha saputo eguagliare nel corso degli anni a venire.