Il suo avversario storico: Juan Manuel Fangio

Il suo avversario storico: Juan Manuel Fangio

La carriera di Alberto Ascari è riuscita a coinvolgere ed appassionare migliaia di tifosi anche grazie a un particolare che contribuì a rendere il tutto più emozionante: il mitico duello con l’argentino Fangio.

L’Achille e l’Ettore dell’automobilismo, infatti, svilupparono fin da subito una grande rivalità che in gara era palpabile e riusciva a tenere gli occhi dei tifosi letteralmente incollati alle due vetture dei campioni.

Il loro confronto continuo era basato su rispetto e stima reciproca, e di questo se ne accorsero ben presto anche i tifosi, che finirono addirittura in alcune occasioni per mettere da parte l’antagonismo sportivo allo scopo di apprezzare le finezze tecniche e i gesti da fuoriclasse che i campioni, alternativamente, sapevano loro regalare.

 

Divertente ed emblematico è un aneddoto sul Gran Premio Perón del 1949 raccontato dallo stesso Ascari.

In quell’occasione il pilota milanese, arrivato al traguardo per primo, scese velocissimo dalla vettura e letteralmente scappò dal circuito di Palermo, a Buenos Aires.

A distanza di ore, raccontò così la vicenda:

Ho provato un autentico spavento. Mezzo milione di spettatori assisteva alla corsa e io sapevo di non essere il loro preferito. Mentre stavo raggiungendo la linea del traguardo, mi venne addosso una grande ondata di gente. Mai visto una cosa simile! Credevo mi volessero linciare. Appena passata la linea del traguardo, saltai fuori dalla macchina e mi infilai in un box.

Dovette passare un bel po’ di tempo prima che mi rendessi conto della realtà: la gente mi inseguiva per prendermi in spalla e portarmi in trionfo!”

 

La rivalità tra Ascari e Fangio iniziò proprio con la stagione motoristica del 1949, che si concluse con la Temporada Argentina, alla quale prese parte la grande maggioranza dei piloti europei con l'obiettivo dichiarato di sfidare l'idolo di casa Juan Manuel Fangio, soprannominato El Chueco.

Da quel momento in avanti tra i due fu battaglia, ma anche spettacolo.

I ritmi di gara erano sempre serratissimi, forse proprio dettati dall’ambizione di primeggiare l’uno sull’altro.

Alberto descrisse così la loro prestazione al Gran Premio di Germania del 1951, in cui risultò vincitore al termine di un tosto duello:

Fu una lotta durissima, fra me e Fangio. Giro per giro ci inseguivamo come ombra. Arrivammo tutti e due cotti, dopo esserci fermati ai box per cambiare le gomme e fare il pieno di benzina due volte per ciascuno. Io arrivai primo e finita la gara Fangio mi venne vicino e mi strinse la mano per complimentarsi. Mi ha fatto più piacere quel gesto che l’esito stesso della gara!

 

La tecnica di Ascari, pilota completo con uno stile di guida preciso e rispettoso del mezzo meccanico che era solito imporre un elevatissimo ritmo gara nelle prime fasi della corsa per poi gestire il vantaggio che aveva accumulato, si ritrovò quindi spesso a fare i conti con il talento dello straordinario pilota argentino contraddistinto da un lucido ed insaziabile individualismo, tanto che l’italiano dovette attendere il ritiro dell’Alfa Romeo e del suo pilota (a quell’epoca Juan Manuel Fangio) per coronare il suo primo titolo mondiale nel 1952.

La stagione successiva fu ancora più spettacolare perché risultò fin dalle prime gare un testa a testa tra Ascari e l’argentino Fangio, tornato a gareggiare con la Maserati.

Lo vinse l’italiano, conquistando il suo secondo campionato del mondo consecutivo.

 

Lo straordinario duetto Ascari-Fangio, che ad ogni gara riusciva a tirare fuori il meglio di entrambi i piloti, terminò con la tragica morte di Ascari nel 1955.

Perduto il suo più grande avversario, il pilota argentino scrisse:

"Io camminavo quietamente da solo pensando a quanta parte Alberto aveva avuto nella mia vita e cercavo di vincere quello strano e irrazionale senso di colpa che opprime molti piloti quando uno della loro cerchia muore in pista. Io non sono in grado di spiegare sentimenti del genere. So solo dire che li provai spesso, troppo spesso, purtroppo".

Senza il suo storico rivale, Fangio riuscì a vincere tre mondiali consecutivi (1955, 1956 e 1957), arrivando ad un totale di cinque titoli iridati in carriera.

Ancora oggi tutti si chiedono se con Ascari in vita sarebbe riuscito in quest’impresa.

Non lo sapremo mai.